Vivere la Pasqua come una formica

“Questa mattina, mentre il mondo correva e il tempo sembrava divorare ogni cosa, i miei occhi si sono posati su una formica.

Piccola, quasi invisibile. Eppure, lì, nel suo passo lento e ostinato, ho colto il riflesso della Pasqua.

Portava sulle spalle un frammento di pane, grande quanto un macigno per il suo minuscolo corpo. Ma non si fermava. Non si lamentava. Non si chiedeva ‘perché io?’
Andava.
Con determinazione. Con fiducia. Con un silenzioso coraggio che gridava più forte di mille parole.

E allora ho pensato a Cristo.

Anche Lui, nella Sua Via Crucis, ha portato un peso che non Gli apparteneva. Ha preso su di Sé il dolore del mondo, come quella formica prende su di sé il nutrimento per la sua comunità. Ha camminato, sanguinante, trafitto, ma mai spezzato nell’anima.
Come la formica, sapeva che il Suo andare aveva un senso.
Che oltre il Calvario c’era un’alba.

La Pasqua è questo.
Non è solo una celebrazione. È una lezione sussurrata da ogni creatura. È la voce della Vita che risorge dove tutto sembrava finito.
È la formica che insegna a noi uomini il valore dell’umiltà, della costanza, del sacrificio silenzioso.

E mi sono detto: se una formica, così fragile, può portare sulle spalle un peso più grande di lei, allora anch’io — anche tu — possiamo rialzarci.
Possiamo credere.
Possiamo risorgere.

Cristo è vivo. E ci insegna che anche nel buio della notte, se apriamo il cuore, possiamo intravedere una scintilla.
Un sentiero.
Una nuova vita.”

Buona Pasqua a tutti
Don Cosimo Schena