E se fosse oggi il giorno in cui il tuo cuore torna a vivere?

C’è un giorno che sembra quasi un’eco, un respiro dopo il canto della Risurrezione.

Un giorno che, per molti, è solo una festa da vivere all’aria aperta, tra tavole imbandite e sorrisi condivisi.

Ma per chi ha occhi che cercano, orecchie che ascoltano e cuore che si lascia toccare, il giorno dopo la Pasqua non è mai un semplice lunedì.

È il Lunedì del Signore.

È il giorno in cui il silenzio della tomba si riempie della voce dell’angelo.

È il giorno in cui la pietra rotolata via diventa promessa di vita.

È il giorno in cui Dio, ancora una volta, cammina accanto a noi… anche se non sempre lo riconosciamo subito.

La Pasqua è l’alba che ci ha svegliati, ma il lunedì è il momento in cui dobbiamo decidere se aprire davvero gli occhi.

Pensa a quelle donne che si recano al sepolcro all’alba, con il cuore ancora impastato di dolore e di lacrime.

Non vanno lì con la speranza nel cuore, ma con la tenerezza del ricordo.

Eppure… trovano la sorpresa che cambia tutto: “Non è qui. È risorto.”

Quell’annuncio non è solo per loro. È anche per me, per te, per ognuno di noi.

Perché quante volte anche noi siamo andati davanti ai nostri “sepolcri” interiori – le delusioni, le paure, le ferite – pensando di trovare solo silenzio e vuoto…

e invece, inaspettatamente, abbiamo trovato vita?

Il Lunedì del Signore è questo: la Vita che torna dove pensavamo fosse rimasta solo la morte.

È la voce che ci dice:

“Non finisce qui. Puoi tornare a vivere. Puoi ancora amare. Puoi ricominciare.”

Questo lunedì non è un giorno qualunque, è l’inizio di un tempo nuovo.

È il primo giorno del resto della tua vita.

È la giornata in cui la speranza smette di essere solo parola e diventa passo, sguardo, gesto concreto.

Nel Vangelo, dopo la Risurrezione, non c’è un solo momento in cui Gesù rimane fermo.

Appare, cammina, entra nelle case, spezza il pane, chiama per nome, asciuga le lacrime.

Lui non resta a godersi la gloria.

Lui si mette subito in viaggio… per raggiungere chi ha paura, chi non crede più, chi è fuggito, chi ha rinnegato, chi si sente perso.

È questo il Lunedì del Signore: Dio che viene a cercarti, lì dove sei. Anche se stai scappando. Anche se stai dubitando. Anche se ti senti indegno.

Questo è un tempo di grazia, non da consumare distrattamente, ma da custodire nel cuore.

Non servono grandi gesti per viverlo, basta una piccola apertura dell’anima.

Basta fermarsi, fare silenzio e lasciarsi raggiungere.

Oggi, nel giorno in cui tutto ricomincia, vorrei dirti una cosa semplice, ma vera:

non importa quanto sei caduto, non importa quanto ti senti lontano.

Conta solo che il Risorto non ha smesso di camminare verso di te.

E se oggi sei stanco, se hai perso la direzione, se la vita ti ha fatto male…

sappi che Dio non ti chiede di essere forte, ti chiede solo di non chiudergli la porta.

Nel Lunedì del Signore, anche il più piccolo atto d’amore diventa resurrezione.

Anche una carezza, una parola buona, una preghiera sussurrata diventano luce.

E quella luce, a poco a poco, si fa strada nelle tue ombre.

Quante volte viviamo nella fretta, nel rumore, nella distrazione.

Ma oggi è un giorno diverso.

Oggi il cielo ti chiama per nome.

Non con tuoni, non con lampi.

Ma con un angelo che parla piano, davanti a un sepolcro vuoto, e dice: “Non temere.”

E tu, proprio tu, che magari hai il cuore affaticato, che magari porti dentro dubbi o ferite che nessuno conosce…

Sappi che questo Lunedì è anche per te.

È la tua occasione per tornare a credere.

Per rialzarti.

Per dire a te stesso: anche io posso risorgere.

Perché la risurrezione non è solo un evento accaduto duemila anni fa.

La risurrezione è un’esperienza che può accadere oggi, dentro di te.

Quando perdoni, quando accogli, quando ami senza aspettarti nulla, quando scegli di ricominciare anche dopo un fallimento…

stai risorgendo.

E allora lascia che questo giorno non sia solo una parentesi festosa.

Fallo diventare una sorgente, da cui ogni mattina puoi attingere il coraggio per vivere.

Il Lunedì del Signore è il tempo in cui i cuori smettono di avere paura…

e iniziano a credere davvero che l’Amore ha vinto, e vince ancora.

Con affetto,

Don Cosimo